mercoledì 1 luglio 2015

Ecounsciousness, il solito gioco di parole...ed ecco trovato l'ennesimo titolo dell'ennesimo blog che si vuole occupare di coscienza ecologica. 

Ma poi, lasciando vagare i pensieri, arrivo a chiedermi: da Goleman in poi si parla tanto di "intelligenza ecologica", ma "la coscienza ecologica" invece cos'è?
L'Intelligenza ecologica (fonte wikipedia) è la capacità di riconoscere le molteplici connessioni che ci legano all'ambiente, è un radicale cambiamento cognitivo che implica una visione prospettica capace di cogliere anche le implicazioni del proprio operato, le ripercussioni sull’intero sistema di ogni scelta personale. Molto bello l'accento sulla responsabilità!

Ma se dell'ambiente e dell'altro da me non mi importa proprio un fico secco, perchè sono un gran egoista, oppure sono pieno di casini personali, di ordine materiale, relazionale o forse esistenziale, non è certo coltivando l'intelligenza ecologica che troverò le risorse per uscire dalla mia crisi personale e dare il mio piccolo (ma indispensabile ed affatto irrilevante) contributo per superare la crisi planetaria.
Forse ci vuole una coscienza ecologica !!! Ma che risorsa è? di cosa si tratta e perchè è così determinante, per me ma non solo, qui e ora?

Ad essere sincera, non sono riuscita a trovare in rete una vera e propria  definizione di "coscienza ecologica", tantomeno a risalire all'autore che può averla coniata.
E così, proverò a darne una definizione io, ma dovrete aspettare il prossimo post...

fino ad allora, 
vi lascio con un'immagine ed una poesia



“E’ difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco. 
Bambini imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi.”

Gianni Rodari, “Lettera ai bambini” in Parole per giocare, Manzuoli , 1979

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